Storia di Acerenza

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Storia di Acerenza

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03 novembre 2023

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Storia di Acerenza

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Acerenza è una delle più antiche città della Basilicata, situata a 833 metri s.l.m. su un altopiano tra il fiume Bradano ed il suo affluente Fiumarella.
Il Comune di Acerenza con i suoi circa 3.000 abitanti, regge la propria economia sui settori tradizionali: l’agricoltura e piccole imprese artigiane operanti nella maggioranza in attività edili, ma anche nella lavorazione del legno, del ferro e del vetro. Sono inoltre presenti aziende di produzione di vino e olio.
Ad Acerenza opera un centro di riabilitazione psicomotorio della Fondazione Don Gnocchi posto in una vasta tenuta di proprietà dell’Arcidiocesi, circondato da una pineta e attrezzato anche di un piccolo campeggio che d’estate è sede di campi scuola ed è frequentato da giovani provenienti da tutta Italia.
Nel suo territorio, Acerenza possiede un invidiabile patrimonio boschivo, di circa 900 ettari. Il Bosco di San Giuliano è costituito prevalentemente da cerro di alto fusto. Tale patrimonio si estende a nord-ovest, tra il fiume Bradano e la Fiumarella e lungo il lago artificiale sorto con la costruzione della Diga a valle della cittadina. Acerenza è tra i primi 50 Borghi più Belli d’Italia e nel 2014 ha conquistato il quarto posto nella gara nazionale indetta dal programma televisivo di Rai3 “Kilimangiaro”. Il suo centro storico ha mantenuto le caratteristiche di borgo medievale con una urbanistica a schema radiale attorno al Castello Longobardo e alla Cattedrale
LA STORIA
Le origini di Acerenza risalgono al Paleolitico Medio (300.000 – 35.000 a.C.) dove in contrada Macchione sono stati ritrovati reperti riferibili all’Uomo di Neanderthal, mentre nella zona della Collinetta del Tomolo intorno al 20.000 a.C. c.a. sorgeva un villaggio subappenninico (scavi Gruppo Archeologico Lucano). Testimonianze delle prime tribù degli Oschi, analizzati nella seconda metà del XIX secolo dal famoso archeologo francese François Lenormant, ci riportano all’età del bronzo, ci risultano inoltre molte e rare testimonianze di epoca greca, una delle quali fu portata dal Lenormant al Louvre Di Parigi. Nel II libro della storia di Roma di Tito Livio, si riporta che Acerenza fu occupata in epoca repubblicana dalle forze del console romano Gaio Giunio Bubulco Bruto intorno al 317 a.C.  Un’epigrafe datata intorno alla metà del I sec. a.C. ci certifica il riconoscimento di Acerenza come municipium  romano. Il poeta latino Quinto Orazio Flacco la cita nelle Odi (libro III, 4, 9.20) come «posta su un monte a guisa di un nido d’Aquile». La città dominava le grandi arterie che collegavano il sud con Roma, la via Appial’Appia-Traiana e la via Erculea che portava sulla costa ionica. Altre testimonianze sono epigrafi votive, bassorilievi e colonne del tempio pagano dedicato ad “Ercole Acheruntino” datato II-I sec a.C. e il I sec d.C. che troviamo come materiale di rimpiego nell’apparato decorativo della Basilica Cattedrale e una statuetta votiva di bronzo del V sec a.C. raffigurante l’eroe con clava e la pelliccia del Leone di Nemea.
Le testimonianze maggiori sono però di epoca Tardoantica, come il busto in pietra del IV sec. d.C. attribuito l’imperatore Giuliano l’Apostata e l’epigrafe dedicatoria del senato acheruntino, oltre alle numerose ville rustiche tardoantiche del circondario, proprietà di una ricca aristocrazia terrena, che fungevano come una sorta di hinterland.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, il regno di Odoacre e l’occupazione da parte di Totila, Acerenza divenne una delle roccaforti dei Goti, in seguito contesa tra Longobardi e Bizantini. Tra la fine del VII secolo e gli inizi del XI fu sede del più grande “gastaldato” longobardo del ducato di Benevento, il suo territorio infatti comprendeva tutta la Lucania antica. Le Mura romane e tardo antiche sono inviolate fino al 788 d.C. quando l’imperatore Carlo Magno le fa abbattere assieme a quelle di Salerno e Conza. Il duca di Benevento Grimoaldo II, dopo aver eseguito gli ordini imposti, fa abbandonare l’antico centro dei Piani della Maddalena e ricostruendo la città fortificando la rupe dove sorgeva già il Castello. Nell’anno 817 d.C. Sicone il gastaldo di Acerenza uccide, nel castello del borgo, Grimoaldo IV Duca di Benevento, prendendo il suo posto e governando fino al 832. Nel 968 Acerenza cade probabilmente nelle mani bizantine conservando funzionari di origine longobarda ma adottando vescovi con rito greco nominati dalla sede di Otranto. L’XI secolo si apre con una serie di scontri e battaglie che possono considerarsi delle vere e proprie guerre civili. I nuovi arrivati Normanni, per la maggior parte mercenari, si stringono in alleanza con i Longobardi contro il potere bizantino scontrandosi in violente battaglie. Il 4 Maggio 1041 presso Monte Maggiore (Foggia) trova la morte in battaglia Stefano III Vescovo di Acerenza (1029-1041) probabilmente schieratosi dalla parte dei bizantini. Il 3 settembre 1041 la vittoria va nuovamente alle forze normanno-longobarde nella Battaglia di Montepeloso (Irsina) e ciò ha come conseguenza molto probabilmente la conquista di Acerenza. Nell’Assise di Melfi del 1042, Asclettino I Drengot (1000ca.-1045), viene nominato Conte di Acerenza dal Conte di Puglia Guglielmo. Nel 1061 viene occupata in seguito ad una ribellione da Roberto il Guiscardo e nello stesso periodo viene elevata al rango di Diocesi Metropolita con l’Arcivescovo Godano. L’Arcivescovo di Acerenza Arnaldo di Saint Evroul (1066 -1101) svolgerà il ruolo di mediatore tra lo scomunicato Roberto d’Altavilla e Papa Gregorio VII, in meritò a ciò Arnaldo riceverà dal Guiscardo e dal Papa una somma consistente per terminare i lavori della Cattedrale, dedicata all’Assunzione di Maria Vergine e a San Canio. Nel 1194 il borgo sarà assediato e saccheggiato da Enrico VI, padre di Federico II. Nel 1228 l’Arcivescovo acheruntino Andrea II (1200-1246) parte assieme a Federico II per la Sesta Crociata; i due stringono amicizia durante il viaggio. Nel 1254 nel castello di Acerenza viene ucciso, per mano dei suoi stessi soldati, Giovanni Moro, servitore di origine saracena nonché Gran Camerario di Federico II e Corrado IV, poiché aveva voltato le spalle al suo signore Manfredi schierandosi con i guelfi filo-papali. Sotto gli Angioini divenne città demaniale insieme a Venosa, Melfi e Potenza. Dal 1363 al 1377 Bartolomeo Prignano il futuro papa Urbano VI reggerà la cattedra metropolita acheruntina. Il re Ferdinando D’Aragona, il 6 Luglio 1476, donò uno stemma alla città di Acerenza: due mani che stringono una rosa e, sotto di esse, le lettere M.F. acronimo di MAXIMA FIDES . Nel 1479 il borgo fu acquistato dalla famiglia napoletana dei Ferrillo, i quali ristrutturano la cattedrale insieme al Cardinale Giovanni Michele Saraceno (1531 – 1556) e realizzano nel 1523-24, sotto l’altare maggiore, la Cripta. Nel XVII sec. Acerenza seguì la sorte comune delle altre città feudali del regno, passando sotto il dominio di numerose famiglie nobiliari. Nel 1593 il re Filippo II di Spagna istituisce il Ducato di Acerenza mutando signore dagli Orsini ai Pinelli, dai PignatelliBelmonte ai Lancillotti, infine, ai Panni. Sede del Giudicato di Pace nel periodo napoleonico e capoluogo di circondario. Personaggio di spicco è Diodato Cappetta (1793-1867) che fu Generale del Genio Militare alla corte Borbonica e precettore dei figli di Re Ferdinando II.  Dall’Unità d’Italia fu sede degli Uffici del Registro e Imposte Dirette e del Collegio Elettorale, di Pretura e Carcere mandamentale. Acerenza annovera tra i suoi uomini illustri anche Vincenzo Vosa, combattente garibaldino che segui Garibaldi nella spedizione dei Mille.
Il 14 Maggio 1901 la cittadina fu colpita da un disastroso crollo che distrusse la zona sottostante Via Regina Elena, la cosiddetta “Curva dei Sedili” o Rampa Mazzini. Il “disastro” oltre a mietere 17 vittime distrusse anche le ultime vestigia delle antiche mura.
(testo a cura della Pro-Loco Acerenza – www.prolocoacerenza.it)

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Via Umberto I n. 3, Acerenza, Potenza, Basilicata, 85011, Italia

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Sede comunale

85011 Corso Vittorio Emanuele III, 151, 85011 Acerenza PZ

Telefono: +39 0971 741 129 interno 4

Email: tributi@comune.acerenza.pz.it

Email: protocollo@comune.acerenza.pz.it

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Ultimo aggiornamento: 03 novembre 2023, 10:12

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